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Tutti vogliono essere green, ma chi lo è davvero?

Il 14 maggio scorso sono venuti a visitare la redazione dell’Eco del Perlasca i due giovani responsabili dell’ufficio sostenibilità e comunicazione della Raffmetal: Simone e Michela. 

Ci hanno voluto parlare di una questione molto rilevante ai giorni nostri e che si interseca con la vita di tutti noi: il greenwashing. 

Il greenwashing, o “ambientalismo di facciata”, è una pratica di marketing ingannevole, in cui un’azienda crea un’immagine fasulla di sé, di un suo prodotto o di un servizio mostrandolo come ecosostenibile, quando in realtà non è così; quindi, molto semplicemente per un consumatore disattento diviene complicato distinguere un prodotto realmente “green” da uno che non lo è, per questo è assolutamente importante verificare che il marchio che certifica l’ecosostenibilità di un prodotto sia reale.

Per fermare questa pratica, l’Unione europea ha creativo la direttiva sui green claims, ovvero una normativa che impone alle aziende quattro “passaggi” per poter etichettare il proprio prodotto come green.

Il primo consiste nel cancellare diciture generiche, come “amico dell’ambiente”, visto che non hanno prove scientifiche a sostenerle.

Il secondo invece impone la certificazione delle etichette, che saranno certificate da enti ufficiali con sistemi di controllo verificabili.

Il terzo punto impone alle aziende e imprese trasparenza totale per quanto riguarda emissioni aziendali ed eventuali compensazioni.

Pr finire il quarto dice che le aziende devono informare i consumatori sull’effettiva durata di un prodotto.

In questo modo tutti gli stati membri potranno liberarsi di dichiarazioni fasulle o ingannevoli, che per troppo tempo sono rimaste sui nostri scaffali, facendoci credere di aiutare il nostro ambiente acquistando un prodotto, quando non era così.

In Italia la normativa è stata recepita con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del Decreto legislativo 30/2026 il 9 marzo di quest’anno, il che renderà possibile la sua entrata in vigore il 27 settembre 2026, per un’Italia realmente più green ed un mondo più in salute. 

Michele Zambelli, 4A Meccanica

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